• Roberto Campanaro

    Roberto Campanaro impara negli anni Settanta a usare macchine fotografiche professionali, tecniche di ripresa e di stampa nello studio del fotografo Enzo Ghiringhelli. Diventa fotografo di scena per la cooperativa Mocambo film. Il suo lavoro lo porta a viaggiare in vari continenti e raccoglie così immagini di grande impatto visivo. Nella sua analisi espressiva tuttavia ‘rivisita’ le stampe colorando una sola parte dell’immagine. Completerà così quattro grandi raccolte: India, Nepal, Canada e Stati Uniti. Dopo un’esposizione personale in Giappone allo Shinjuku Nikon Salon di Tokyo, le sue foto vengono distribuite dall’agenzia fotografica Goro International Press. Tornato in Italia, fotografa alcuni paesi del Lazio per la Storia dell’arte italiana di Einaudi e inizia una capillare ricerca fotografica sui monumenti ai caduti della Grande Guerra a Roma e nel Lazio, che verrà pubblicata nel libro La memoria perduta, curato dall’Università la Sapienza. La ricerca fotografica sulle feste storiche lo ha portato a girare per due anni l’Umbria dal 2014 al 2016, raccogliendo centinaia di suggestivi ritratti di persone in abiti medievali.