• Daniela Gambaro vince il Premio Campiello opera prima con ‘Dieci storie quasi vere’ e Gianfranco Mammi sfiora la cinquina finalista con ‘Nostra signora dei Sullivan’

    Bei riconoscimenti per due titoli Nutrimenti nella seduta della giuria del Premio Campiello che il 28 maggio ha annunciato il libro vincitore del premio per l’opera prima e ha votato la selezione della cinquina finalista.

    Nel primo caso si è aggidicato il premio Dieci storie quasi vere, di Daniela Gambaro, già finalista al Premio Calvino, con menzione speciale della giuria e  nella long list del Premio Fenoglio.

    La motivazione, letta dal Presidente della Giuria dei Letterati, Walter Veltroni, riconosce a Dieci storie quasi vere il merito di aver raccontato “una quotidianità che si affaccia in situazioni consuete, nelle quali a segnare lo stacco è la tipologia dei rapporti familiari e soprattutto delle maternità, ora felici, ora sofferenti, ora mancate. Ed è la magia della scrittura di Daniela Gambaro a tradurle in ‘storie quasi vere’, accompagnando con tono lieve e delicato quello scarto del vivere che mette improvvisamente a nudo un’esistenza. Una scrittura che si fa partecipe, senza mai abdicare al rigore nel modulare gli accenti di commozione, malinconia, anche ironia propri di ciascuna delle dieci storie”.

    Molta soddisfazione, seppur con qualche rammarico, anche per Nostra signora dei Sullivan, di Gianfranco Mammi che, in base ai voti riportati dai componenti della giuria, fino all’ultimo è stato in lizza per entrare nella cinquina finalista del premio (su 346  candidature) ed è purtroppo rimasto fuori solo all’ultimo voto.