• Marta Sanz

    Black black black

    pp. 304

    9,3415,30

    Traduzione di Teresa Cirillo Sirri

    Prima edizione giugno 2013

    Menzione speciale Premio Herralde

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    È passato un anno da quando Cristina Esquivel è stata trovata strangolata nel suo appartamento. L’omicidio è avvenuto in un condominio come tanti, il cortile interno percorso dai panni stesi e dagli echi della vita di tutti i giorni. La polizia ha archiviato il caso senza soluzione, ma i genitori della donna sono certi che il colpevole sia il muratore marocchino con cui la figlia era sposata. Ed è per incastrare quell’uomo, l’arabo, che ingaggiano un detective.
    Arturo Zarco indaga a modo suo, con l’aria sorniona e distratta di chi realmente non indaga, impegnato soprattutto a trasformare la grigia realtà in un romanzo di Chandler, o di Agatha Christie. Perché Zarco è un investigatore molto poco convenzionale: indolente, disilluso, suggestionabile. Turbato dal fatto che gli altri possano leggergli i pensieri nella testa. Offuscato dall’attrazione per un giovane ambiguo e solitario che colleziona farfalle e parla come un professore quarantenne.
    La sua più stretta confidente è Paula, con cui Zarco è stato sposato per due anni prima di cominciare a subire il fascino degli efebi. Con lei si sente al telefono, le parla dell’indagine, affonda il colpo e si difende. Tra i due corre un flusso elettrico di devozione e risentimento. E se non fosse per Paula, quel mondo di ordinaria follia – il saliscendi di scale e di voci, spirale di meschinità e reticenze – forse per Zarco non avrebbe risposte.

    Marta Sanz sfida e provoca il lettore pagina dopo pagina, lo obbliga a interrogarsi e lo impregna di realtà”.

    El País

    Un romanzo che diverte e fa riflettere. Dietro le indagini di Arturo Zarco, si nasconde una riflessione pungente sul divenire della letteratura”.

    Público

    Una delle voci più ambiziose della narrativa spagnola”.

    ABC

  • Marta Sanz

    Marta Sanz (Madrid 1967) è scrittrice colta e poliedrica, con più di dieci libri all’attivo, per i quali ha ottenuto riconoscimenti come il premio Herralde, il premio Ojo Crítico, il premio Vargas Llosa de Relatos e il premio Tigre Juan. Scrive di cultura e viaggi per El País, per Público e per la rivista El Cultural del quotidiano El Mundo. Fedele a un’idea civile di letteratura (“Il compito di uno scrittore è vedere, sentire, e non tacere”), è considerata una delle voci più originali della Spagna contemporanea.