• Gordon Lish

    Caro Signor Capote

    pp. 104

    13,60

    Traduzione di Giovanni Garbellini

    Prima edizione ottobre 2008

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    16,00 13,60
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    New York, anni Ottanta. Un sedicente serial killer scrive una lunga e delirante lettera a Truman Capote, il più acclamato scrittore di quegli anni. Gli offre in esclusiva la sua storia per una biografia autorizzata. Un best seller senza precedenti. Lui, “il suo affezionatissimo”, è quello “che ammazza le persone”. Solo donne. Ventitré per l’esattezza. Con una pugnalata nell’occhio sinistro. Sempre con lo stesso coltello. Paki. Una proposta indecente per un fine nobile: assicurare un futuro migliore al suo bambino.
    Realtà e finzione, contraddizioni, un linguaggio antiletterario sporco, denso di frasi fatte e ripetizioni, dimenticanze e nonsense, così Lish costruisce la psicosi in astratto di un detestabile e ordinario individuo barricato dietro un patetico manierismo. Diventando egli stesso vittima del suo vittimismo.
    È davvero successo qualcosa o è solo la folle e iperattiva fantasia di un ossesso?

  • Gordon Lish

    Gordon Lish è nato a Hewlett, NY, nel 1934. Tra il 1969 e il 1976 ha diretto l’Esquire. Venne soprannominato “Captain Fiction” per via del numero e del peso degli autori che aveva lanciato (tra questi Raymond Carver, Richard Ford, Grace Paley, Amy Hempel, T.C. Boyle, David Leavitt). Nel 1977 venne chiamato a ricoprire il ruolo di direttore editoriale alla Knopf, dove rimarrà fino al 1995. In questi anni ha fondato e diretto diverse riviste d’avanguardia letteraria, tra cui Genesis West e The Quarterly lanciando ancora talenti di spessore e innovazione come Ben Marcus, Brian Evenson e Christine Schutt. Lish è a sua volta autore di numerosi romanzi e raccolte di racconti. Grandi scrittori come Don DeLillo hanno riconosciuto la sua influenza sulla loro scrittura. Attualmente Lish conduce una vita ritirata a New York.