• Armando Minuz

    Ho portato sulle spalle mio padre

    pp. 176

    7,6412,75

    Prima edizione ottobre 2014

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    Il bosco è il luogo dove tutte le cose mutano per restare uguali, dove la natura governa inclemente con le sue leggi, dove da secoli va in scena l’eterna caccia dell’uomo all’animale, teatro di avventure e pericoli, regno di fuggitivi, uccelli migratori, creature mitologiche.
    È al bosco che Emilio torna dopo dieci anni di lontananza, dopo aver disatteso il tacito patto con suo padre e averne provocato il ripudio. Ad attenderlo, la vecchia casa costruita pietra su pietra, l’abbraccio del fratello Leone e l’odio immutato dell’anziano genitore, pronto a rinfacciargli il tradimento del sangue e la fuga in città, per studiare all’università, per affrancarsi e diventare un brillante professore di letteratura. Ma insieme all’astio paterno, sono anche i ricordi d’infanzia a riemergere inattesi e prepotenti, per sancire un vincolo che soltanto l’ultima caccia, la definitiva resa dei conti con il passato, potrà davvero recidere.
    L’Appennino emiliano fa da cornice a questa storia di due fratelli e un padre, in un’ambientazione attuale ma allo stesso tempo simbolica e ancestrale, in cui gli eventi sono mossi da sentimenti antichi e dalle intemperanze del fato.
    Armando Minuz debutta con un romanzo vitale e indifferente alle mode, un canto allo splendore del creato e al mistero insondabile della natura umana.

  • Armando Minuz

    Armando Minuz è nato nel 1975 ai piedi delle Dolomiti, ma da anni vive a Parma, dove si è laureato con una tesi su Luigi Malerba. Lavora in editoria, collabora con la rivista La Luna di Traverso e suona la chitarra nei Waldo Jeffers Quartet. Ho portato sulle spalle mio padre, segnalato alla venticinquesima edizione del Premio Italo Calvino, è il suo primo romanzo.