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  • Ivan Doig

    Il racconto del barista

    pp. 480

    Traduzione di Nicola Manuppelli

    Prima edizione settembre 2018
    ISBN:


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    Spese di spedizione per l'Italia € 4,00

    Tom Harry è il proprietario di un bar chiamato Medicine Lodge, a Gros Ventre, in Montana. Tom è anche il padre di Rusty, che ha dodici anni. Entrambi sono stati abbandonati dalla madre di Rusty parecchi anni prima. Una famiglia singolare, la cui vera casa è il bar.
    Tutto procede senza scossoni fino a quando, nell’estate del 1960, nella vita di Tom rispunta all’improvviso Proxy, che un tempo nel suo bar faceva la taxi dancer (la ragazza pagata per ballare con i clienti del locale) e con cui Tom ha avuto una relazione. Proxy è tornata a Gros Ventre insieme a Francine, sua figlia, e chissà che Francine non sia proprio il frutto di quella vecchia relazione fra Tom e Proxy.
    Ogni dettaglio della storia – la vita semplice di una cittadina dell’Ovest, i personaggi bizzarri, i racconti da bar, il complicato mondo degli adulti – è visto attraverso gli occhi curiosi e ingenui di Rusty, il figlio di Tom, ormai sul punto di lasciare per sempre l’età dell’infanzia.
    In questo splendido romanzo della maturità, pubblicato nel 2012, emerge la capacità di Ivan Doig di creare personaggi a cui è impossibile non affezionarsi, reali perché tratti dalla vita vera, nei quali si sente scorrere il sangue, e di narrare le loro vite con semplicità, senza fronzoli, proprio come si farebbe al bar, seduti al bancone davanti a una birra.

    Una trama delicata e avvincente, personaggi che si comportano come nella realtà, il piacere di descrizioni attente e appassionate – un libro che premia il lettore con una ricompensa notevole ed estremamente rara”.

    The Washington Post

    Realtà e finzione sono sapientemente mescolate per documentare gli ultimi giorni di gioventù di un ragazzo alle prese con una storia che suo padre non può lasciarsi alle spalle. Ma Doig fa qualcosa di più: punteggia il racconto delle irresistibili avventure giovanili di Rusty con il colorato idioma locale degli attempati clienti di suo padre”.

    Newsweek

    1. Il Recensore Ignorante

      Doig racconta con una scrittura calda e avvolgente i piccoli e i grandi drammi della gente di provincia senza però mai perdere speranza e regalando grande positività.

    2. Marco Cantoni

      Il racconto del barista fa parte della tradizione del romanzo di frontiera americano, erede diretto del genere western. Ambientato nel Montana del 1960 racconta, dal punto di vista di un ragazzino di dodici anni, Rusty, la vita all’interno del Medice Lodge, il bar di Gros Ventre gestito dal padre Tom. Padre e figlio sono stati abbandonati dalla moglie-madre e devono imparare a convivere. Ivan Doig era uno dei più importanti esponenti di questo genere narrativo e in questo romanzo inserisce moltissimi degli stilemi caratteristici. Innanzitutto l’ambientazione rurale raccontata dal punto di vista di questo ragazzino catapultato per la prima volta in un contesto di paese governato da regole non scritte. Un personaggio femminile, Proxy, che entrerà in scena creando scompiglio e soverchiando lo status quo. E una particolare predilezione per una narrazione lenta e compassata, che si prende i suoi tempi e rispecchia appieno la vita in quella parte di mondo. Il racconto di frontiera è un genere che sta tornando, basti pensare a Kent Haruf, Tom Drury, Chris Offutt, tutti autori che a loro modo hanno e stanno declinando questo tipo di racconto. Nutrimenti propone una sua alternativa per gli amanti del genere. Io personalmente prediligo ancora il romanzo americano di ambientazione urbano-metropolitana. E, in questo caso, vado controcorrente dicendo che gli Stati Uniti hanno ancora qualcosa da dire in quel senso. Nonostante ciò Il Racconto del barista riesce a raccontare una storia di persone, scavando a fondo nelle motivazioni dietro alle scelte di vita, e lo fa con una semplicità che non è facile raggiungere. I suoi personaggi sono veri e credibili, e nonostante il ritmo lento (in alcuni punti forse troppo) porta avanti una vicenda accattivante e che ragiona sulle relazioni umane. Consigliato agli amanti del genere.

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  • Ivan Doig

    Ivan Doig (1939-2015) ha ambientato gran parte dei suoi sedici libri in Montana, dove era nato e cresciuto, figlio di un cowboy e di una cuoca. È considerato una delle voci più originali della narrativa della frontiera e della working class delle fattorie e dei ranch, tanto che la New York Times Book Review lo ha definito “una figura centrale nella letteratura del West americano”. A sua volta, il Washington Post ha scritto che le storie di Doig ricordano i racconti di Stevenson, “per la capacità di mescolare la storia con la finzione, l’avventura con la vita di tutti i giorni, le tradizioni e la leggenda”. Più volte premiato per i suoi romanzi, Doig è stato anche finalista al National Book Award con il memoir This House of Sky.



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