• Miranda Mellis

    Il revisionista

    pp. 96

    8,50

    Traduzione di Leonardo G. Luccone
    Illustrazioni di Derek White

    Prima edizione giugno 2008

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    10,00 8,50
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    È un mondo prossimo al collasso quello del Revisionista, un regno dell’assurdo dove il grado di inquinamento ha ormai raggiunto il punto di non ritorno. C’è una guerra in atto, o semplicemente non ci è dato sapere perché vengano sganciate bombe nucleari sulla popolazione, perché l’aria sia diventata irrespirabile, perché i bambini siano mutanti, perché gli animali costretti a usare i pannolini.
    Del revisionista – protagonista e io narrante – non sappiamo nulla, se non che è stato incaricato (da chi?) di condurre dall’alto di un faro un monitoraggio delle condizioni climatiche con l’ausilio di strumenti sofisticatissimi e di diramare, alterando i dati, dispacci rassicuranti. Oltre a svolgere il suo compito si concede qualche libertà: entra nelle vite degli altri, mischia la sua a quelle, osserva l’uomo che sovrasta l’uomo, la Natura imbizzarrita.
    E in un mondo seviziato e condannato c’è posto per l’Isola del Nuovo Inizio, il luogo in cui “cercare una nuova identità”, una fatua speranza. Ben presto, però, ci si accorge che la vita sull’isola non è migliore: gli appuntamenti amorosi sono obbligati, ogni individuo è pervaso da una forza che lo spinge a strappar via qualsiasi cosa, e si deve far finta di non riconoscersi.
    A difesa del mondo, e di tutti i ritorni a casa, il revisionista teorizza una nuova forma d’arte: la ripetizione come eterna ricapitolazione, e l’urlo di disperazione diventa un inno positivo, un appello isolato e sordo all’umanità, prima che il tessuto del mondo si consumi del tutto.
    Con uno stile dadaista ma di grande forza narrativa, Miranda Mellis estrae dalle macerie di un mondo in disfacimento – il nostro mondo, il nostro disfacimento – ciò che rimane della bellezza originaria, con la stessa intensità di Morselli in Dissipatio H.G.

  • Miranda Mellis

    Nata nel 1968, Miranda Mellis è cresciuta e vive a San Francisco. È stata danzatrice per il Knee Jerk Dance Project e cofondatrice del più piccolo circo del mondo, The Turnbuckles, che nel 1998 è stato in tournée in venticinque Stati americani. Nel 2004 ha vinto il John Hawkes Prize per la narrativa e il Michael Harper Praxis Prize per la saggistica. I suoi racconti e le sue poesie sono stati pubblicati su varie riviste come McSweeney’s, The Believer, Fence, Tin House, Post Road, Denver Quarterly e in diverse antologie. Insegna scrittura al California College of the Arts e all’Università di San Francisco ed è editor dell’Encyclopedia Project.