• Lena Constante

    L’evasione silenziosa

    Tremila giorni, sola, nelle prigioni rumene

    pp. 272

    13,60

    Traduzione e note di Angela Tarantino
    Postfazione di Ioana Bot e Angela Tarantino

    Prima edizione ottobre 2007

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    16,00 13,60
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    Lena Constante pittrice e scenografa viene arrestata il 17 gennaio 1950 a Bucarest. È coinvolta nel processo più ambiguo della storia del dopoguerra rumeno quello a Lucreţ iu Pă tră ş canu ministro della Giustizia accusato di tradimento dai suoi stessi ex compagni del Partito comunista. Dopo un&rsquo inchiesta durata cinque anni è condannata a dodici anni di prigione che sconterà in totale isolamento in un carcere per detenuti politici. Solo nel 1968 quando il governo di Ceauş escu procederà alla revisione dei processi di epoca stalinista sarà riconosciuta innocente e riabilitata.
    In prigione in un isolamento che la priva di ogni contatto con l&rsquo esterno e di qualunque oggetto inclusi carta e penna Lena Constante pratica una ‘ scrittura silenziosa’ priva di materialità una scrittura mentale che solo a distanza di anni scontata la pena verrà fermata sulla carta così restituendo corpo ed esistenza al periodo trascorso in carcere. Il diario non accenna all&rsquo aspetto politico della detenzione ma racconta una quotidianità fatta di paura lacrime debolezza e piccole ribellioni sebbene non priva di attimi di gioia in uno stile senza enfasi retorica o metafore.
    Scritto in francese a partire dal 1973 poi interamente riscritto in rumeno nel 1992 L&rsquo evasione silenziosa è al tempo stesso racconto di un&rsquo atroce esperienza autobiografica e testimonianza di un doloroso cammino nella Storia che tanti individui sono stati costretti a percorrere nella Romania del recente passato.

  • Lena Constante

    Lena Constante nasce a Bucarest nel 1909. Negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale fa parte di un gruppo di etnografi che si dedicano alla prima raccolta sul campo di manufatti appartenenti al patrimonio artistico tradizionale. Nel 1945, chiamata da Elena Pătrășcanu, lavora per il Teatro Tăndărica di Bucarest, il primo teatro di marionette della Romania. A partire dagli anni Settanta, dopo i lunghi anni trascorsi in prigione, si dedica al recupero di tessuti tradizionali, realizzando tappezzerie artistiche di grande originalità che la renderanno famosa in patria e all’estero. Nel 1992 la casa editrice Humanitas pubblica in Romania il suo diario di prigione, L’evasione silenziosa, già apparso in francese nel 1990. Il libro riceve il Premio Lucian Blaga dell’Accademia rumena e vince, in Francia, il premio Adlef. Del 1996 è la seconda parte del diario, Evadarea imposibilă (L’evasione impossibile). Lena Constante muore a Bucarest nel 2005.