• Jean Chalon

    Liane De Pougy

    Cortigiana, principessa e santa

    pp. 320

    16,15

    Traduzione di Laura Berna
    Con un contributo di Filippo Tuena

    Prima edizione maggio 2012

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    19,00 16,15
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    Nata Anne-Marie Chassaigne nel 1869, diventata madame Pourpe a diciassette anni, è solo a vent’anni appena compiuti e fresca di divorzio che questa ragazza dai molti nomi, appena giunta a Parigi, costruisce accortamente il proprio personaggio sulla scena e dietro le quinte del demi-monde e diventa la strabiliante Liane de Pougy.
    Arrivare dalla provincia più profonda nella ‘capitale del mondo’ e poter contare solo su pochi spiccioli, sulla bellezza, e sulla certezza di esser destinate a qualcosa di grande. È uno stralcio biografico comune a molte donne che nel corso dei secoli hanno colpito il cuore della società borghese imponendo la propria persona come simbolo di seduzione, e dunque di potere.
    Quella di Liane de Pougy è soprattutto la storia di una giovane bretone nata in una famiglia di militari e educata in convento, che si trova a vivere gli anni dissipati e gloriosi della Belle Époque. I suoi compagni di strada sono le grandi star dell’aristocrazia europea, gli intellettuali e i principi, le donne di piacere, le attrici, i commediografi e i giornalisti del gossip più bieco. In un gran tourbillon in cui il principe di Galles incrocia Marcel Proust fra i palchi dell’Opéra-Comique, Colette irride le grandes dames costrette a cedere il passo alle dive del cabaret, la sessualità è vissuta come merce di scambio e grande gioco della tenerezza, Liane si ritaglia un posto unico, riuscendo laddove nessuna aveva osato. Prostituta, certo, pour cause, e con coscienza del ruolo: dunque ‘orizzontale di alto rango’. E poi scrittrice, attrice, donna di spettacolo, modella e pin-up, immagine stessa di una Parigi che stava al mondo occidentale come Roma all’Impero alla vigilia della decadenza, in un ventennio di divertimento sempre più sfrenato destinato a interrompersi bruscamente con la Grande Guerra.
    Ma le molte vite di Liane non si fermano di fronte al primo grande lutto della cultura occidentale: rinata a un nuovo ruolo, moglie di un giovane principe, scrittrice, nomade fra l’Europa e l’Africa, senza mai perdere il filo rosso che la legava alla sua straordinaria vita da parigina d’assalto, Liane scopre la fede, e con la grandeur che la contraddistinse sempre, pur fra mille contraddizioni, intraprende il cammino della santità.
    Autentica icona glamour ante litteram, Liane incarna ancora oggi una storia unica in cui la pratica della bellezza e il mestiere dell’amore rappresentano le tappe di una bizzarra e romanzesca ricerca della perfezione assoluta.

  • Jean Chalon

    Jean Chalon ha accompagnato alla lunga carriera di giornalista per Le Figaro una fortunata attività di scrittore e ricercatore, appassionato biografo di donne che hanno segnato il proprio tempo con il loro fascino e ingegno, come Maria Antonietta, Colette, George Sand, Louise de Vilmorin, Alexandra David-Néel, Lola Flores, Natalie Barney, Florence Gould. Nel 2011 ha ricevuto l’onorificenza di cavaliere della Legion d’onore.