• Joe Haberstroh

    Profondità fatale

    pp. 248

    13,60

    Traduzione di Stefano Spila

    Prima edizione marzo 2011

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    16,00 13,60
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    Il 25 luglio 1956 l’Andrea Doria orgoglio della marineria italiana affonda al largo dell’isola di Nantucket in Massachusetts speronata nella fitta nebbia notturna dalla nave svedese Stockholm. Dopo ore di agonia l’imponente scafo s’inabissa andando a posarsi sul fondo dell’oceano. Da quel momento il relitto si trasforma in uno dei luoghi più ambiti dai subacquei banco di prova per immersioni estreme e luogo di caccia per i collezionisti di cimeli attratti soprattutto dalle pregevoli porcellane usate a bordo del transatlantico italiano.
    Negli anni Novanta le spedizioni all’Andrea Doria diventano un business e si moltiplicano le barche che offrono ai sub crociere sul luogo del relitto. Tra queste il Seeker comandato da Dan Crowell si guadagna la reputazione di migliore barca appoggio con centinaia di clienti trasportati ogni anno e il record di oggetti riportati in superficie.
    Ma nelle estati del 1998 e del 1999 cinque subacquei tutti imbarcati sul Seeker muoiono nel corso di immersioni all’Andrea Doria. È una tragica casualità ? Qualcuno è responsabile? O c’è una maledizione che circonda il relitto?

  • Joe Haberstroh

    Joe Haberstroh scrive per il Newsday, il principale quotidiano del Long Island, per il quale cura la rubrica "On the waters". Vanta un premio Pulitzer per il reportage sul Boeing della Twa esploso in volo e precipitato nell'Atlantico nel luglio del 1996.