• Heather McGowan

    Schooling

    pp. 336

    13,60

    Traduzione di Marco Bertoli

    Prima edizione giugno 2007

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    Prezzo
    16,00 13,60
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    Siamo all’inizio degli anni Ottanta: per la tredicenne Catrine, che viene dalla provincia americana e ha appena perso la madre, il passaggio dalla prima adolescenza alla piena femminilità diventa ancora più travagliato quando viene messa dal padre in un collegio londinese che lui stesso aveva frequentato da ragazzo. Fra regole incomprensibili e paesaggi ostili, compagne (e soprattutto compagni) imperscrutabili e insegnanti caricaturali, la nuova arrivata, ribelle controvoglia, finisce per formare un vincolo laconico e scontroso con un altro apparente emarginato, Gilbert, professore di Chimica e pittore in segreto. A poco a poco, però, la loro amicizia assume colori sinistri, e Catrine deve allora imparare la lezione più importante: conoscere la profondità e le conseguenze dei suoi bisogni emotivi. Nei flussi di coscienza che percorrono il romanzo appropriandosi dell’eredità di Virginia Woolf e di Sylvia Plath, Heather McGowan trova una forma di narrazione finemente ossessiva, capace di esprimere percezioni sottili e mutevoli e una sensibilità di osservazione quasi puntillista: “Mi piace che il lettore debba mettere insieme più cose”, ha commentato una volta l’autrice, “che debba cercare intorno ai dialoghi quello che stanno dicendo i miei personaggi”.
    L’anno in cui apparve, questo esordio raffinato e inquieto venne giudicato da Newsweek il miglior romanzo del 2001, riconoscimento al quale si aggiunse presto anche l’inconsueta ammirazione di autori come Rick Moody e Jonathan Lethem.

  • Heather McGowan

    Di Heather McGowan non si sa molto. È certo che è nata negli Stati Uniti, che ha trascorso in Francia, Belgio e Inghilterra parte dell’adolescenza e che ha bisogno di minimo sei anni per completare un romanzo. Acclamata come una delle migliori voci emergenti della nuova narrativa americana, in virtù del suo coraggio e della sua intransigenza nella sperimentazione di voci e strutture narrative insolite, si è guadagnata da subito l’ammirazione entusiasta di autori come Jonathan Lethem, Percival Everett, Andrew Sean Greer e Rick Moody che la considera “la più elegante e lucida cesellatrice di prosa” degli ultimi anni.