• Roberto Campanaro

    Sguardi dal Medioevo

    pp. 96

    16,15

    Con i contributi di Giovanni Dozzini e Veronica Di Geronimo

    Prima edizione marzo 2017

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    19,00 16,15
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    Volti di donne e uomini emergono da un fondale senza tempo. Vestono abiti medievali, ‘sono’ donne e uomini medievali, eppure sono ritratti fin nei dettagli più minuti da una raffinata tecnica fotografica in una ricca gamma cromatica capace di cogliere ogni sfumatura del volto o delle acconciature. Il nostro occhio guarda, la nostra mente sbanda leggermente, ci prende come uno strano senso di vertigine, lungo il corto circuito che le immagini di Roberto Campanaro ci infliggono. È il frutto di un lavoro di ricerca approfondito e minuzioso, durato più di due anni, rigoroso come non potrebbe essere altrimenti per chi abbia a cuore il dettaglio.
    Un percorso, quello compiuto da Campanaro e dalla sua macchina fotografica, lungo quella catena di momenti di memoria collettiva, insieme ricerca di una identità e voglia di riscoprirsi comunità, che sono le feste storiche in Umbria. Alcune di lunga e antica tradizione, altre più recenti, tutte in grado di alimentare via via l’amore per la ricostruzione filologica, motivando l’approfondimento storico, la ricerca iconografica per ricreare radici, un ambiente, degli abiti, delle figure. Bevagna, Narni, Perugia, Todi, Trevi: Campanaro le ha attraversate con l’evidente intento di catturare questa opera di trasposizione e metamorfosi, di sottolineare lo smarrimento dell’identità contemporanea in una coerente immagine della propria storia. Un movimento non elitario, non intellettuale, ma popolare, largo, sociale.
    Il frutto è questa straordinaria galleria di ritratti che non si limitano a giocare magistralmente sul crinale fra realtà e finzione, ma raccontano nello stesso tempo di un movimento, di una passione, di un amore per la propria storia e la propria terra.

  • Roberto Campanaro

    Roberto Campanaro impara negli anni Settanta a usare macchine fotografiche professionali, tecniche di ripresa e di stampa nello studio del fotografo Enzo Ghiringhelli. Diventa fotografo di scena per la cooperativa Mocambo film. Il suo lavoro lo porta a viaggiare in vari continenti e raccoglie così immagini di grande impatto visivo. Nella sua analisi espressiva tuttavia ‘rivisita’ le stampe colorando una sola parte dell’immagine. Completerà così quattro grandi raccolte: India, Nepal, Canada e Stati Uniti. Dopo un’esposizione personale in Giappone allo Shinjuku Nikon Salon di Tokyo, le sue foto vengono distribuite dall’agenzia fotografica Goro International Press. Tornato in Italia, fotografa alcuni paesi del Lazio per la Storia dell’arte italiana di Einaudi e inizia una capillare ricerca fotografica sui monumenti ai caduti della Grande Guerra a Roma e nel Lazio, che verrà pubblicata nel libro La memoria perduta, curato dall’Università la Sapienza. La ricerca fotografica sulle feste storiche lo ha portato a girare per due anni l’Umbria dal 2014 al 2016, raccogliendo centinaia di suggestivi ritratti di persone in abiti medievali.