• Paolo Piccirillo

    Zoo col semaforo

    pp. 128

    4,2410,20

    Terzo classificato XXXVII Premio Internazionale Flaiano per la narrativa 2010
    Finalista Premio John Fante 2010, categoria “Opera Prima”

    Prima edizione gennaio 2010
    Seconda edizione settembre 2010
    Prima edizione tascabile ottobre 2013

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    Provincia di Caserta, giorni nostri. La vita di Carmine e quella di Salvatore si sfiorano in un fatale, drammatico destino. Carmine, ’o Schiattamuort’, gestisce quattro campi da calcetto e non ha più niente da chiedere alla vita perché è vedovo e consuma il suo tempo nel dolore per la perdita del figlio adolescente. Il suo rituale della memoria consiste nel leggere e rileggere un dattiloscritto e nel tener pulito un tratto della tangenziale Aversa-Napoli dalle carcasse degli animali che ogni giorno vi trovano la morte. Lì c’è una lapide in memoria di suo figlio, morto azzannato da un pit bull. Ed è sempre un pit bull a dare origine ai guai di Salvatore, che in verità si chiama Slator perché è albanese e in Italia vive da clandestino. Un giorno, accidentalmente, il suo mansueto pit bull attacca il figlio del macellaio del paese, la cui vendetta seguirà i complessi codici del territorio.
    Degli animali, dell’istinto, dell’amore, dell’ineluttabilità del rito, parla Piccirillo nel suo bestiario non addomesticato.

  • Paolo Piccirillo

    Paolo Piccirillo è nato nel 1987 a Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. Zoo col semaforo, con cui ha esordito all’età di 23 anni, è stato finalista al premio Flaiano e al John Fante Opera Prima. Il suo secondo romanzo, La terra del Sacerdote, è stato pubblicato da Neri Pozza nel 2013.