• Nutrimenti saluta Marisa Fenoglio

    Ci ha lasciato Marisa Fenoglio. Nutrimenti la saluta con affetto e gratitudine per averci voluto regalare il suo bel memoir Il ritorno impossibile. Una donna acuta, attenta osservatrice della realtà, che con il fratello Beppe ha condiviso la passione per la scrittura. Per questo crediamo che il modo migliore per sottolinearne la capacità di legare storia personale e realtà, e il modo intelligente e profondo di rappresentarlo sulla pagina, sia quello di riportare alcune righe del libro in cui si interrogava, con lucidità e qualche nostalgia, sull’irreversibilità della scelta fatta tanti anni prima di andare a vivere in Germania. E la necessità di considerare le sue amate Langhe ormai solo come un terra di vacanza.
    “È permesso a un’italiana che da cinquant’anni vive in Germania parlare ancora di Altrove? È lecito considerarlo ancora l’insidioso e mai sconfitto antagonista di chi passa una vita all’estero?
    Sul mio Altrove di oggi non c’è molto da dire, poiché esso non ha più nulla di ciò di cui è fatto il vero Altrove. È un pallido emulo di Altrove odierni di ben altro calibro, chiamati esilio, fuga, clandestinità, stati militanti di un’alterità etnica, somatica, religiosa, sociale, con il quale il mio non può più confrontarsi. (…)
    Il destino di un’italiana in Germania non ha più la stoffa con cui si cuciono le grandi storie di emigrazione. Eppure sento il bisogno di un fermo immagine, di uno sguardo aggiornato, scritto in caratteri di stampa, ma con tutti i chiaroscuri, le suggestioni cromatiche, gli sfondi e la composizione di un quadro.”
    E più avanti:
    “Sono passati alcuni anni e siamo tornati, in un giorno di marzo, all’agriturismo Cappallotti, coi nipotini.
    Il nostro Cappallotti non l’hanno mai visto, sono nati dopo. A Berlino. Hanno aggiunto una nuova meta ai nostri viaggi. Ma possiamo andare quante volte vogliamo in Italia, non è più come prima. Siamo aumentati di numero, con nipoti di mezzo sangue tedesco. Nipoti che forse non riusciranno mai a leggere i miei libri in italiano e tanto meno quelli del loro grande zio, ma sono sangue del mio sangue in Germania. (…) I nipoti sono la prova vivente che la Germania non è più un episodio, non più il passaggio fortuito di una generazione, ma il destino a venire. Qui ci saranno porte con su scritto il nostro nome italiano, campanelli a cui si suonerà in case oggi neppure costruite. Io non riuscirò a vederle queste case, ma so che ci saranno.”