• Tom Standage

    Il Turco

    La vita e l'epoca del famoso automa giocatore di scacchi del diciottesimo secolo

    pp. 308

    16,56

    Con Il giocatore di scacchi di Maelzel di Edgar Allan Poe nella traduzione di Filippo Tuena
    Traduzione di Dora Di Marco
    Con un contributo di Giorgio Pressburger

    Prima edizione marzo 2011

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    19,50 16,56
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    Per tre quarti di secolo – dal 1770 quando esordì al cospetto dell&rsquo imperatrice Maria Teresa d&rsquo Austria fino all&rsquo incendio che lo ridusse in cenere a Filadelfia nel 1854 – un automa in abito da turco sfidò in Europa e negli Stati Uniti tutti i maggiori scacchisti e i più influenti personaggi politici del tempo. Tra i suoi avversari si annoverano certamente Benjamin Franklin e Napoleone – altri aggiungono alla lista Federico il Grande Caterina di Russia Luigi XV Giorgio III d&rsquo Inghilterra. Persino Ludwig van Beethoven incrociò la sua strada con quella del Turco. Ma l&rsquo automa sfidò soprattutto le menti analitiche che accorrevano alle sue esibizioni: dov&rsquo era il trucco? – dato per certo che non era ragionevole che un automa potesse giocare a scacchi e vincere quasi tutte le sfide che gli venivano lanciate. All&rsquo interno della cattedra che il Turco dominava come un profeta biblico c&rsquo era forse nascosto tra mille ingranaggi un bambino sapiente? un nano esperto? un polacco ufficiale di cavalleria privo delle gambe? O l&rsquo automa veniva comandato da improbabili congegni magnetici?
    Il Turco era stato costruito su richiesta dell&rsquo imperatrice Maria Teresa da un ungherese Wolfgang von Kempelen che per primo lo esibì in tutta Europa. Nel periodo napoleonico passò poi nelle mani del viceré d&rsquo Italia Eugenio di Beauharnais languendo in un deposito del Palazzo Reale milanese proseguì la carriera al soldo di un inventore di aggeggi meravigliosi Johann Nepomuk Maelzel che lo condusse anche negli Stati Uniti e là terminò mestamente con un medico di Filadelfia John K. Mitchell che per scoprirne il segreto lo sezionò quasi fosse un cadavere in una lezione d&rsquo anatomia. Tra i molti che scrissero di lui suggerendo le più astruse soluzioni della truffa vi fu nel 1836 un giovane Edgar Allan Poe. L&rsquo articolo nel quale confutava la mera meccanicità del congegno e la determinante presenza dell&rsquo azione umana – Il giocatore di scacchi di Maelzel – è uno dei primi testi dati a stampa dallo scrittore americano. Vi sperimentò forse per la prima volta l&rsquo apoteosi dell&rsquo analisi speculativa che avrebbe poi magistralmente sviluppato in alcuni suoi capolavori come I delitti della rue Morgue o La lettera rubata. In quelle brevi pagine – che si possono leggere in appendice – Poe rimase stregato dallo sguardo che aveva gettato sull&rsquo abisso scrutando il fondo oscuro dell&rsquo inganno e quello abbagliante della sua fascinazione.

  • Tom Standage

    Tom Standage è editor dell'Economist, per il quale si occupa di nuove tecnologie. Suoi articoli sono stati pubblicati anche dal Guardian, dal Daily Telegraph, dal New York Times e da Wired. È autore di cinque libri sulla storia della scienza e del progresso, di cui due tradotti in Italia, Una storia del mondo in sei bicchieri (2008) e Una storia commestibile dell'umanità (2010), entrambi per Codice Edizioni.