• Claro

    Madman Bovary

    pp. 224

    12,75

    Traduzione di Manuela Maddamma

    Prima edizione marzo 2009

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    Prezzo
    15,00 12,75
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    Cosa accade se, per placare le pene d’amore, Madman Bovary, il protagonista di questo deformato romanzo, cerca conforto nel suo libro preferito? Beh, può succedere di tutto se il libro è il capolavoro di Flaubert. Per esempio che la realtà, il presente, cominci a intersecarsi con Madame Bovary (che risuona qui nella storica traduzione di Natalia Ginzburg), che una discoteca assomigli sempre di più a una sala da ballo in grande stile dell’Ottocento, che il farmacista Homais diventi il vostro miglior amico, e che il veleno d’amore s’intrufoli nelle crepe del libro in cerca di un antidoto. Felicità, passione, ebbrezza – le parole che tanto affascinavano Emma – sono il breviario per l’unica cosa che conta davvero: un’erezione.
    Claro, con una lingua tesa, compulsiva e acrobatica, ha scritto la nuova grammatica dell’io innamorato.

     

  • Claro

    Christophe Claro (1962) è una delle più interessanti menti della scena culturale francese. Personaggio poliedrico (scrittore, editor e traduttore), ha iniziato fin da giovanissimo a firmarsi soltanto Claro, su suggerimento dell’attuale moglie che lo ha sempre chiamato così. Lui ha confessato che ci si è talmente abituato che quando lo chiamano Christophe ha sempre il dubbio che non si stiano rivolgendo a lui. La sua iniziazione alla traduzione rivela tutta la sua passione per la scrittura: le sue correzioni di bozze per le éditions du Seuil erano così precise e fitte di commenti che il direttore non poté fare a meno di metterlo alla prova. Nel 1989, armato di una lunga lista di libroni che avrebbe voluto tradurre (“prediligo i libri lunghi perché ti tengono compagnia per un anno e mezzo”), fa il giro delle case editrici proponendo i suoi scouting. E così traduce Vollmann, Pynchon, Rushdie, Barth, Marcus, Selby jr, Cooper. Nel 2003 vince il premio Maurice-Edgar Coindreau, guadagnandosi l’epiteto di “traduttore dell’impossibile”. Lavora quindici ore al giorno su più cose allo stesso tempo – quattro o cinque traduzioni e uno o due romanzi (in tutto ne ha scritti una decina) –, perché i progetti “si nutrono l’un l’altro”. È sposato e ha quattro figli.