• Afonso Reis Cabral

    Mio fratello

    pp. 336

    Traduzione di Marta Silvetti

    Prima edizione maggio 2019
    ISBN:


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    Alla morte dei genitori, bisogna decidere chi si prenderà cura di Miguel, quarantenne nato con la sindrome di Down. È il fratello, professore universitario divorziato e misantropo, da molti anni lontano dalla famiglia e dalla nativa Porto, a sorprendere le quattro sorelle facendosi carico della responsabilità. Miguel ha solo un anno in meno rispetto a lui, e il ricordo dell’affetto che li ha legati e della complicità avuta durante l’infanzia fa credere al fratello che la nuova situazione potrà liberarlo dall’apatia in cui la sua vita è precipitata, riscattandolo anche dal senso di colpa per il lungo distacco e l’indifferenza. Tuttavia, la condivisione della quotidianità con Miguel porta problemi inaspettati, il più importante dei quali si chiama Luciana.
    Nel silenzio ancestrale della vecchia casa di campagna della famiglia, in un villaggio sperduto del Portogallo rurale, interamente spopolato con l’eccezione di una coppia di contadini e il proprio figlio, il fratello maggiore ripercorre l’intero sviluppo del loro complesso rapporto fraterno, fino al drammatico episodio che ha lasciato un segno definitivo nella vita di entrambi.
    Opera prima di uno scrittore non ancora trentenne, Mio fratello è un romanzo di incredibile maturità, che brilla nella scrittura ed emoziona senza mai cedere al sentimentalismo, affrontando con piglio lucido, a tratti impietoso, il tema della disabilità e le contraddizioni dell’essere fratelli.


    Questo libro è stato tradotto con il sostegno della Direçao General do livro, dos arquivos e das bibliotecas

    1. Azzurra

      Sin dalle prime pagine di questa “specie di confessione a forma di libro” narrata da un personaggio che rimane senza nome, è possibile farsi catturare dalla capacità dell’autore di entrare in profondità nelle dinamiche di questi due fratelli, di analizzare i sentimenti del nostro narratore in modo schietto e senza giri di parole, senza evitare (perché non ‘politicamente corretti’) risentimenti o accuse nei confronti di un fratello “mongoloide”, Miguel, che “ha la vita facile” perché non deve lottare per i suoi desideri o per ricevere amore e attenzioni. Le parti che li riguardano sono molto belle, peccato per alcune che invece appesantiscono soltanto la lettura. Un autore sicuramente da attenzionare.

    2. Francesca

      Romanzo che da subito si presenta come una confessione, l’espiazione di una colpa sopita per troppo tempo.
      E’ un volume che affronta temi forti, importanti per i nostri tempi. E’ fondamentale, infatti, capire come sia rappresentata la malattia in questo caso, che non comprende
      solo ed esclusivamente Miguel (fratello affetto da sindrome di Down) in quanto tale, ma anche e soprattutto i rapporti con gli altri, con suo fratello che lo accudisce, con la sua famiglia. Perché tante volte ci si dimentica che la condizione della malattia non influisce solo ed esclusivamente sul malato, ma anche e tanto sulla famiglia e le persone che se ne prendono cura.

      Si denota nel romanzo una grande padronanza da parte dell’autore dei propri personaggi, della storia e della scrittura che è molto personale, nonostante l’autore sia molto giovane.
      La struttura del romanzo è articolata in modo peculiare: è presente una narrazione costante trascritta in prima persona e poi dei piccoli pensieri sparsi che spezzano la narrazione e vanno ad inserirsi tra un periodo e un altro. Pensieri che sono rappresentati senza edulcorazioni, che non regalano nulla a nessuno, la malattia quindi non risulta essere per il protagonista un deterrente per l’egoismo o l’indipendenza.

      Sicuramente un esperimento interessante anche se avrei preferito fosse più stringato e che fosse regalato uno spazio più cospicuo alla famiglia e alle sorelle, spazio che invece è stato occupato da un’altra storyline che forse ha distolto l’attenzione dalla storia in sè.

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  • Afonso Reis Cabral

    Afonso Reis Cabral è nato nel 1990 a Lisbona ed è cresciuto a Porto, quinto di sei fratelli. Scrive dall’età di nove anni – sempre a mano su un quaderno, ricopiando poi al computer. Ha pubblicato il suo primo libro, la raccolta di poesie Condensação, nel 2005, a soli quindici anni. Nel 2017 ha ricevuto il prestigioso Premio Europa David Mourão-Ferreira nella categoria ‘Promessa’. Con Mio fratello, suo esordio narrativo, ha vinto il Premio LeYa, il maggiore riconoscimento riservato alle opere inedite in lingua portoghese.