Tom Standage

Il Turco

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Tom Standage

Il Turco

308 pagine

Prima edizione marzo 2011

ISBN: 9788865940075

Creato nel 1770 il Turco era un automa in grado di giocare a scacchi pianificare una strategia e spesso vincere le partite. Viaggiò per l’Europa e le Americhe giocò contro Napoleone e Benjamin Franklin. Ma il Turco era un vero automa oppure un imbroglio? L’appassionante biografia della misteriosa invenzione che ispirò uno dei primi scritti di Edgar Allan Poe qui pubblicato in appendice nella traduzione di Filippo Tuena.

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Creato nel 1770 il Turco era un automa in grado di giocare a scacchi pianificare una strategia e spesso vincere le partite. Viaggiò per l’Europa e le Americhe giocò contro Napoleone e Benjamin Franklin. Ma il Turco era un vero automa oppure un imbroglio? L’appassionante biografia della misteriosa invenzione che ispirò uno dei primi scritti di Edgar Allan Poe qui pubblicato in appendice nella traduzione di Filippo Tuena.

Per tre quarti di secolo – dal 1770 quando esordì al cospetto dell’imperatrice Maria Teresa d’Austria fino all’incendio che lo ridusse in cenere a Filadelfia nel 1854 – un automa in abito da turco sfidò in Europa e negli Stati Uniti tutti i maggiori scacchisti e i più influenti personaggi politici del tempo. Tra i suoi avversari si annoverano certamente Benjamin Franklin e Napoleone – altri aggiungono alla lista Federico il Grande Caterina di Russia Luigi XV Giorgio III d’Inghilterra. Persino Ludwig van Beethoven incrociò la sua strada con quella del Turco. Ma l’automa sfidò soprattutto le menti analitiche che accorrevano alle sue esibizioni: dov’era il trucco? – dato per certo che non era ragionevole che un automa potesse giocare a scacchi e vincere quasi tutte le sfide che gli venivano lanciate. All’interno della cattedra che il Turco dominava come un profeta biblico c’era forse nascosto tra mille ingranaggi un bambino sapiente? un nano esperto? un polacco ufficiale di cavalleria privo delle gambe? O l’automa veniva comandato da improbabili congegni magnetici?
Il Turco era stato costruito su richiesta dell’imperatrice Maria Teresa da un ungherese Wolfgang von Kempelen che per primo lo esibì in tutta Europa. Nel periodo napoleonico passò poi nelle mani del viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais languendo in un deposito del Palazzo Reale milanese proseguì la carriera al soldo di un inventore di aggeggi meravigliosi Johann Nepomuk Maelzel che lo condusse anche negli Stati Uniti e là terminò mestamente con un medico di Filadelfia John K. Mitchell che per scoprirne il segreto lo sezionò quasi fosse un cadavere in una lezione d’anatomia. Tra i molti che scrissero di lui suggerendo le più astruse soluzioni della truffa vi fu nel 1836 un giovane Edgar Allan Poe. L’articolo nel quale confutava la mera meccanicità del congegno e la determinante presenza dell’azione umana – Il giocatore di scacchi di Maelzel – è uno dei primi testi dati a stampa dallo scrittore americano. Vi sperimentò forse per la prima volta l’apoteosi dell’analisi speculativa che avrebbe poi magistralmente sviluppato in alcuni suoi capolavori come I delitti della rue Morgue o La lettera rubata. In quelle brevi pagine – che si possono leggere in appendice – Poe rimase stregato dallo sguardo che aveva gettato sull’abisso scrutando il fondo oscuro dell’inganno e quello abbagliante della sua fascinazione.

 

 

Tom Standage

Tom Standage è editor dell'Economist, per il quale si occupa di nuove tecnologie. Suoi articoli sono stati pubblicati anche dal Guardian, dal Daily Telegraph, dal New York Times e da Wired. È autore di cinque libri sulla storia della scienza e del progresso, di cui due tradotti in Italia, Una storia del mondo in sei bicchieri (2008) e Una storia commestibile dell'umanità (2010), entrambi per Codice Edizioni.