Charles Duchaussois

Flash, il grande viaggio

Charles Duchaussois

Flash, il grande viaggio

528 pagine

Prima edizione novembre 2021
Traduzione dal francese di Paolo Bellomo

In copertina: © anvinoart/Shutterstock

ISBN: 9788865948637

Alla fine degli anni Sessanta, un ragazzo francese mezzo avventuriero e mezzo canaglia, spavaldo e senz’arte né parte, si lancia nel suo ‘grand tour’ verso l’Oriente dei paradisi artificiali: Beirut, Istanbul, Bombay, Katmandu. Sarà un anno vissuto pericolosamente, nel quale Charles Duchaussois sbarcherà il lunario con ogni mezzo e, soprattutto, proverà ogni genere di droghe, fino a ritrovarsi sull’orlo del baratro. Un incredibile racconto autobiografico che è diventato un testo di riferimento della controcultura hippie, ritratto di un’epoca e testimonianza di un’intera generazione. Un libro che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.

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Alla fine degli anni Sessanta, un ragazzo francese mezzo avventuriero e mezzo canaglia, spavaldo e senz’arte né parte, si lancia nel suo ‘grand tour’ verso l’Oriente dei paradisi artificiali: Beirut, Istanbul, Bombay, Katmandu. Sarà un anno vissuto pericolosamente, nel quale Charles Duchaussois sbarcherà il lunario con ogni mezzo e, soprattutto, proverà ogni genere di droghe, fino a ritrovarsi sull’orlo del baratro. Un incredibile racconto autobiografico che è diventato un testo di riferimento della controcultura hippie, ritratto di un’epoca e testimonianza di un’intera generazione. Un libro che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo.

Le droghe alla fine degli anni Sessanta sono un mondo intero in cui il quasi trentenne Charles Duchaussois si catapulta innanzitutto come venditore. Ha il physique du rôle – è orbo (ha perso un occhio a quattro mesi per la scheggia di una bomba) e sfregiato in faccia – e una certa tendenza al rischio e alla delinquenza, un gusto estremo per le sfide, lecite o meno, e per l’avventura.
Dalla Francia al Libano, dal Libano alla Turchia, dalla Turchia all’Afghanistan, al Kuwait, all’India, al Nepal, una serie di peripezie degne di un romanzo picaresco porteranno il ragazzo che la sapeva più lunga di tutti a incontrare trafficanti, hippie e ambasciatori e a sperimentare hashish, oppio, morfina, eroina, Lsd, anfetamine, fino al bordo della follia e della morte.
Né apologia, né testimonianza intrisa della vergogna del pentito, questo “viaggio al termine della droga”, come lo ha definito il suo autore, racconta in prima persona l’estasi e i disastri del ‘grande viaggio’ interiore e di quello attraverso il mondo in un’epoca in cui i giovani occidentali andavano a giocare col fuoco dell’Oriente. Un’esperienza ad altissimo rischio, alla fine della quale l’autore riuscirà solo per miracolo a riprendersi la vita.

 

Charles Duchaussois

Charles Duchaussois (1940-1991) ha iniziato il suo viaggio nel 1969, insieme a tanti giovani occidentali alla ricerca di sé stessi e dei paradisi orientali alimentati dalle droghe. Il suo racconto di quel pellegrinaggio è stato tradotto in molte lingue e letto da intere generazioni.