• Thomas Hoving

    Il re dei confessori

    pp. 456

    11,0418,70

    Traduzione di Dora Di Marco

    Prima edizione aprile 2013

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    Quando alla metà del secolo scorso si inizia a vociferare dell’esistenza di una misteriosa croce in avorio di tricheco di età medievale, la notizia risveglia l’interesse di direttori e curatori museali nel mondo. L’opera d’arte sembra apparire e scomparire negli anni, al punto da lasciar dubitare della propria esistenza, esattamente come il suo proprietario, un misterioso collezionista dalle attività oscure e talvolta inquietanti.
    La stessa natura della croce, sul cui cartiglio appare l’ambigua iscrizione “Gesù di Nazareth, Re dei Confessori”, risulta inedita e talvolta improbabile, e provoca più di un dubbio sulla sua genuinità, dando vita a un balletto di decisioni e ripensamenti, offerte e ritrattazioni, cui solo la caparbia convinzione di un giovane curatore del Metropolitan Museum di New York riuscirà a mettere fine, imponendosi nella volontà di rintracciarla, corteggiarla e infine acquistarla.
    Con la tensione di una spy story, il protagonista di quella intricata caccia al tesoro racconta i retroscena che si celano oltre le facciate degli acquisti d’arte da parte dei grandi musei mondiali, i personaggi ambigui, la dedizione al contrabbando, l’assenza di scrupoli. Una lotta senza esclusione di colpi, i cui protagonisti hanno nomi ben noti: il Louvre, il British Museum, il Victoria and Albert, i musei di Boston e di Cleveland, e ovviamente il Met.
    La passione dei grandi studiosi mondiali, accademici e no, si manifesta in smania di vedere, valutare, possedere, trafugare.
    Una confessione che provocò sdegnate rettifiche da parte delle persone direttamente e indirettamente coinvolte, che liquidarono il libro come un romanzo. Un’ opera, ora presentata in Italia in una nuova traduzione integrale, che riaprirà le ferite mai sanate di un patrimonio culturale e artistico abbandonato e depredato.

  • Thomas Hoving

    Thomas Hoving (1931-2009) ha lavorato per vent’anni al Metropolitan Museum di New York dirigendolo dal 1967 al 1977. Lasciata la direzione del Met, fondò la Hoving Associates, una società di consulenza per l’acquisto di opere d’arte che ha avuto fra i suoi clienti i musei più prestigiosi del mondo. Negli anni Ottanta Hoving fu anche corrispondente d’arte per il telegiornale della Abc.