Vindice Lecis

Il nemico

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Vindice Lecis

Il nemico

200 pagine

Prima edizione aprile 2018

ISBN: 9788865945698

Negli anni del dopoguerra l’immagine di Togliatti all’interno del Partito comunista italiano fu offuscata dai sospetti. Su ordine di un membro della classe dirigente del partito furono installate delle microspie nella casa del segretario per tenere sotto controllo le sue conversazioni, ma soprattutto i movimenti di chi gli era vicino. Ma perché? Tra testimonianze e documenti, molti dei quali mai resi pubblici, un’avvincente indagine porta alla luce una pagina oscura della storia interna del Pci durante quello che fu uno dei periodi più concitati della politica italiana.

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Negli anni del dopoguerra l’immagine di Togliatti all’interno del Partito comunista italiano fu offuscata dai sospetti. Su ordine di un membro della classe dirigente del partito furono installate delle microspie nella casa del segretario per tenere sotto controllo le sue conversazioni, ma soprattutto i movimenti di chi gli era vicino. Ma perché? Tra testimonianze e documenti, molti dei quali mai resi pubblici, un’avvincente indagine porta alla luce una pagina oscura della storia interna del Pci durante quello che fu uno dei periodi più concitati della politica italiana.

Nel dicembre del 1951 un oscuro episodio coinvolse il segretario del Partito comunista, Palmiro Togliatti. Nella sua casa vennero sistemati dei microfoni spia dal capo della Commissione di Vigilanza, su precisa indicazione di alcuni uomini ai vertici del partito: Edoardo D’Onofrio, capo dell’Ufficio quadri, e Pietro Secchia, responsabile della Commissione d’organizzazione. Più che per spiare Togliatti, i microfoni dovevano servire a controllare la sua compagna Nilde Jotti, sospettata di essere in contatto con ambienti vaticani.
Ma non si tratta dell’unico fatto misterioso (e poco noto) che riguardò Togliatti in quegli anni. Nell’agosto del 1950 il segretario del Pci rimase ferito in un incidente stradale. La dinamica destò sospetti, e persino Stalin si disse convinto di un attentato. Pochi mesi dopo Togliatti perse conoscenza: operato d’urgenza si salvò, ma ordinò di condurre un’inchiesta approfondita sull’episodio. Il suo medico, infatti, aveva confidato di temere che Togliatti fosse stato avvelenato.
Con taglio narrativo, ma con l’ausilio di documenti d’archivio in gran parte inediti, questo libro ripercorre il clima di sospetto e assedio in cui il Pci mosse i suoi primi passi nell’Italia del dopoguerra. Vengono anche riproposte le schede segrete dell’Ufficio quadri e documenti che confermano l’opera di intelligence dei servizi, proprio mentre nasceva l’organizzazione Gladio.

Vindice Lecis

Vindice Lecis (Sassari, 1957), giornalista, ha lavorato per trentacinque anni per il gruppo Espresso. È autore di romanzi storici e saggi sulla politica italiana del Novecento e sulla storia antica della Sardegna, tra cui La resa dei conti (2003), Togliatti deve morire (2005), Da una parte della barricata (2007), Le pietre di Nur (2011), Golpe (2011), Buiakesos: le guardie del Giudice (2012), Il condaghe segreto (2013), Judikes (2014), Rapidum (2015), Hospiton (2017) e Ospitone dux Barbariae (2019). Per Nutrimenti ha pubblicato La voce della verità (2014), L'infiltrato (2016), Il nemico (2018) e Il visitatore (2019).

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