• Marta Sanz

    Un buon detective non si sposa mai

    pp. 296

    6,8014,45

    Traduzione di Luigi Scaffidi

    Prima edizione luglio 2014

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    È estate, e anche i detective vanno in vacanza. Ma non c’è luogo al mondo nel quale Arturo Zarco possa sfuggire ai suoi fantasmi, specie se hanno i tratti seducenti di Olmo, il suo giovane folletto ossessionato dalle farfalle, o il fine intuito di Paula – l’ex moglie molesta, la zoppa necessaria.
    La villa che lo ospita, sulla torrida costa mediterranea, è un vecchio edificio rurale riadattato a lussuosa dimora della famiglia di Marina Frankel, un’amica che Zarco ha frequentato in gioventù. Marina appartiene a una stirpe di gemelle monozigoti. Un solo uovo per due corpi: uno fecondo, l’altro sterile. Doppelgänger. Amparo e Janni, la prima generazione. Poi Marina e Ilse, nate da Janni, che le ha abbandonate per rincorrere un amore straniero. Infine, Fanny e Erica, le bambine, le figlie di Ilse.
    La sovrana di questa piccola comunità matriarcale è la zia Amparo, che con la sua vitalità e il suo fiuto per gli affari ha accresciuto negli anni la fortuna familiare. Quando Zarco giunge alla villa, Amparo è chiusa nella sua stanza per un malessere. In pochi sono autorizzati a varcare la soglia: lui scruta invano i rari spiragli, comincia perfino a dubitare dell’esistenza della donna. È solo un detective in vacanza, ma se Paula fosse presente – Paula è presente? – lo metterebbe in guardia: in quella casa c’è qualcosa di sinistro, di torbido. Un gorgo che finirà per risucchiare tutti, compreso Zarco.

    Una delle maggiori sorprese degli ultimi anni”.

    El País

    Un intrigo seducente, che conferma la bravura di Marta Sanz”.

    El Mundo

    Un romanzo intelligente su ciò che accade quando sembra che non accada nulla”.

    El Periódico

  • Marta Sanz

    Marta Sanz (Madrid 1967) è scrittrice colta e poliedrica, con più di dieci libri all’attivo, per i quali ha ottenuto riconoscimenti come il premio Herralde, il premio Ojo Crítico, il premio Vargas Llosa de Relatos e il premio Tigre Juan. Scrive di cultura e viaggi per El País, per Público e per la rivista El Cultural del quotidiano El Mundo. Fedele a un’idea civile di letteratura (“Il compito di uno scrittore è vedere, sentire, e non tacere”), è considerata una delle voci più originali della Spagna contemporanea.